Cornel Remus HABĂRĂ, ECO-AVENTURA  RABBIT MEDIA: Ce investiții aveți în PROIECTUL DE VIITOR numit Cheia ? Eco-Aventura/Cornel Remus Habără:Pe lângă cele făcute anul trecut când am montat patru ciubăre în exterior în mijlocul naturii pe micul delușor de lângă hotel cu o priveliște frumoasă asupra râului Teleajen și-a Munților Ciucaș ...
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pahare de whisky din cristal Bohemia
Cum să organizezi O degustare de whisky acasă Folosind pahare de whisky din cristal Bohemia  Au importanță paharele folosite, la diferite DEGUSTĂRI de produse/în special la produse alcoolice:tării, vinuri, bere etc – mă refer, iar dacă da, e important să dăm exemple în acest sens? De asemenea, simțim nevoia să ...
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Cât de plin sau de gol este PAHARUL DE BERE??  Sigur că – mă rog – chestia asta cu PAHARUL DE BERE este o metaforă. O simplă metaforă. Dar esențialul este că, aici, totuși, este vorba despre GRAFICUL BERII  ca produs de consum – și oscilațiile lui inerente pe o ...
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malta grădinile barrakka
Grădinile BARRAKA sunt numele unei frumuseți. Unui brand. Din Malta. Din chiar capitala, numită LA VALETTA. În fond, ce sunt altceva 0- decât niște grădini? Exemplare, poate, dar niște grădini. Dacă o să ne întrebați, am să vă răspunde:veți dreptate, aveți chiar perfectă dreptate. Niște grădini, dar meridionale. Chiar MEDITERANEENE ...
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CRAMA DE PIATRA - ALDAVIN SI BOIAN

crama de piatra
trei seri de muzica veche
O serie de concerte dedicate rafinamentului sonor și artiștilor care știu să redea muzicii vechi și mai noi respirația vie a prezentului. București, 02 septembrie, 2025 – Toamna și iarna acestui an aduc în București o serie de recitaluri de muzică veche de o frumusețe aparte, reunite sub egida MUSICA SINE TEMPORE, ...

Men Story: Roberto Ferrarini

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Men Story: Roberto Ferrarini

  • Date of birth 25th May 1953
  • Married (1989) with Ada and father of two daughters (Elisa e Roberta)
  • Studies: Classical A levels – Enology Diploma – Agriculture Degree, University of Bologna
  • Enology research activities at Experimental Winery of the Emilia Romagna region (from 1980 until 1988).
  • Several teaching contracts for Enology and Food Technolgies degrees: University of Udine, Ancona, Reggio Calabria, Conegliano, Bologna, Cesena, Padova and S. Michele AA (from 1980 until 2002).
  • From 1989 to 2002 employed as R&D manager at Enologica Vason
  • From October 2002 associate professor at the Faculty of Mathematical, Physical and Natural Sciences.
  • Lecturer of Enology I and II, University of Verona, Degree of Science, Viticulture and Oenology.
  • Ordinary Academic member of “Accademia Italiana della Vite e del Vino”.
  • Member of the Editorial Board of the International magazine “Journal of Wine Research”and of other national ones.
  • O.I.V. member (in the Second commission “Wine Technology”) part of the group of experts inside
  • O.I.V. member (in the Second commission “Wine Technology”) part of the group of experts inside the Ministry of Agriculture.
  • Patentee of several Industrial inventions (7 National, 12 International).
  • Author of more than a one hundred and sixty scientific and technical papers, published for Italian and International specialized magazines.
  • Lecturer and invited speaker in several National and International Conferences and Symposiums.
  • From 2011 CEO of “Perfect Wine” (Verona University’s Spin Off).
  • Awards and recognitions:
  • Award “Provincia di Siena” in Viticulture and Wine Literature and Science as author of the book “Chimica viticolo-enologica. Elementi per la didattica di settore” 6° edizione. Montalcino, 18th of September 2004.
  • Winemaker of the year 2010 Gambero Rosso.
  • “Benemerito della vitivinicoltura italiana 2013”- Cangrande Medal conferred by Veronafiere (Vinitaly) Ministry of Agricolture.

http://www.larena.it/stories/379_citta/959152_addio_roberto_ferrarini_lenologo_innovatore/#scroll=278

Addio Roberto Ferrarini
L’enologo innovatore

Vallini: «Un grande formatore» Cesari: «Mente stupenda e critica»

Roberto Ferrarini

Tutto Schermo

Guardava sempre oltre, dove altri non vedevano. Tenace, testardo, ironico, curioso, acuto e – soprattutto – indomito, come nella battaglia contro il male che non perdona e con cui ha combattutto per vent’anni senza mai chinare il capo.
Così è morto Roberto Ferrarini, l’enologo valpolicellese, professore all’Università di Verona, ricercato e ideatore di tecnologie per il settore che hanno suscitato interesse in ogni angolo del mondo. Si è spento domenica sera a Santiago del Cile, dove era in attesa di rientrare in Italia dopo aver partecipato al congresso mondiale dell’Oiv, l’Organizzazione internazionale della vite e del vino, di cui era membro come rappresentante del ministero dell’Agricoltura italiano.
Aveva voluto esserci a tutti i costi anche se i medici lo avessero sconsigliato, ma la sua era un’anima libera da sempre, e libera è rimasta fino alla fine. Dopo venti anni di lotta contro il cancro è stato il cuore a cedere. Quel cuore che, con la testa, metteva nella professione e nella vita, non ha retto e s’è fermato per un infarto. È spirato accanto alla moglie Ada Riolfi che lo aveva raggiunto in Cile; a casa ad attenderli le figlie Elisa e Roberta.
Nato a Cerea nel 1953, Ferrarini si era laureato in Agraria all’Università di Bologna, nel 1979. Da ricercatore prima e da professore ordinario del dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona poi, aveva all’attivo una dozzina di brevetti internazionali, più di un centinaio di pubblicazioni scientifiche e tecniche, oltre alla responsabilità di cantine sperimentali, reparti di ricerca e sviluppo universitari.
Era tecnico di fiducia di molte aziende vinicole della Valpolicella, tra cui Giuseppe Quintarelli, Brigaldara, Cavalchina, Guerrieri Rizzardi e Musella. E altre veronesi ed estere.
Eletto nel 2009 enologo dell’anno dalla guida il Gambero Rosso, è stato nominato Benemerito dell’Agricoltura Veneta nel 2013; è stato un pioniere della ricerca tecnologica in vitivinicoltura.
Riconoscimenti e risultati a livello internazionale non gli hanno mai fatto perdere il contatto con la sua terra. Se n’è andato portandosi via il suo genio. Riuscendo a stupire tutti, ancora una volta.
LE TESTIMONIANZE. La scomparsa di Ferrarini, dice Giovanni Vallini, direttore del dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, «lascia un vuoto difficilmente colmabile sul piano della didattica e della sperimentazione in un settore così strategico per la formazione dei giovani enologi laureati. Ferrarini è stato un grande enologo e soprattutto un grande “formatore”, stimato a livello nazionale e internazionale come uno dei più valenti professionisti del settore».
«Con Roberto ho perso un amico, un compagno di strada e una stupenda mente critica», dice Stefano Cesari, dell’azienda Brigaldara. «Era una persona con cui mi confrontavo spesso, ma alla fine emergeva sempre la sua integrità morale, che poi era la sua più grande forza: Roberto non cedeva mai a compromessi e questo lo rendeva molto forte».
«È l’uomo che più di ogni altro», dice Daniele Accordini, direttore generale della Cantina di Negrar, «ha contribuito al successo dell’Amarone, con i suoi studi sull’appassimento. Un grande, a cui tutti dobbiamo riconoscenza».
Franco Allegrini, delle cantine fumanesi, è un amico: «Su Ferrarini si protrebbe fare un film», commenta. «Pur con quel suo modo di fare a volte burbero, mi ha dato tanto, soprattutto dal punto di vista dell’innovazione. Roberto era uomo dalle grandi intuizioni e anche sui problemi più intricati e strani, aveva sempre una risposta logica, professionale e pertinente».
«Ci siamo conosciuti 25 anni fa», racconta Giancarlo Vason presidente della Enologica Vason, «e da 15 avevamo stretto un sodalizio importante per lo sviluppo tecnologico del settore a livello internazionale. Un grande uomo. Per me più di un figlio, che mi ha dato più di quanto ha ricevuto».
Giancarlo Tommasi, enologo della Tommasi Viticoltori di Pedemonte, si è formato alla scuola di Ferrarini «Roberto è stato un punto di riferimento per la mia formazione», dice. «Con la sua scomparsa il mondo enologico perde una pedina fondamentale per la ricerca. Ma non si fermerà tutto qui: ai suoi ragazzi, al gruppo di giovani collaboratori che ha messo insieme, Ferrarini ha trasmesso il suo sapere».

Lucio Bussi

 

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